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Se una notte d’inverno un sognatore: beatitudine e illusione nelle Notti bianche di Dostoevskij

Cosa succede se la vita si confonde col sogno e la letteratura si confonde con la vita? Ce lo racconta mirabilmente il Dostoevskij delle Notti bianche, ovvero le notti insonni d’amore e sogni, che proprio perché bianche finiscono per non avere nessun colore.

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La ragazza del convenience store di Murata Sayaka: bellezza e “anormale” nel favoloso mondo del konbini

Che cos’è la normalità?

Se lo sarà forse chiesta Murata Sayaka, promettente scrittrice giapponese premio Akutagawa e se lo chiede la sua protagonista, la trentaseienne Keiko, la quale, per sfuggire ad un destino di esclusione e solitudine, si rifugia nell’accogliente conformismo, nelle braccia della società benpensante, nelle aspettative di famiglia e amici, rappresentati dal lavoro di commessa part time in un konbini. Perché Keiko non è una donna come le altre, non è stata una ragazza come le altre, né tanto meno una bambina come le altre.

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Estate e letture estive: consigli di lettura #1

Ogni estate è diversa è vero, ma quello che ad un lettore che si rispetti non manca mai, sono una o più letture estive. Che sia al mare, in montagna o in qualunque altro luogo, fisico o mentale, ci sarà sempre un libro, una storia, che accompagnerà le giornate di sole.

E dato che ci sono, secondo me, libri assolutamente “estivi”, propongo una prima ten list di letture che in estate non ci si può assolutamente perdere!

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Il Regno: natura e libertà nella fiaba di formazione di Banana Yoshimoto

È un’opera completa, la quadrilogia di Banana Yoshimoto, riassuntiva di tutti i temi a lei più cari, qui declinati sotto il profilo della magia. La magia delle piccole cose e dei frammenti di dolore della vita di ogni giorno che Yoshimoto descrive sempre alla sua maniera, con quella leggerezza e delicatezza tipica dello stile manga che la rende unica e inconfondibile ma divide pubblico e lettori.

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Detachment: la scuola del “distacco” nel film di Tony Kaye

Il distacco è l’arma con cui il professor Barthes entra ogni giorno in classe per fare i conti con un’altra esperienza da supplente di letteratura. È l’arma con cui vive la solitaria quotidianità della sua vita e i drammi di un passato che ha lasciato cicatrici che fanno ancora male. È l’arma con cui avvolge e protegge l’equilibrio tranquillizante di una vita vuota e priva di coinvolgimento affettivo.

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La verità è nel cinismo: critica positività e ottica del paese in Olive Kitteridge di Elizabeth Strout

«Un paese vuol dire non essere soli», scriveva il Pavese de La luna e i falò, “un paese ti condanna alla solitudine” sembra dirci l’Elizabeth Strout di Olive Kitteridge.

Una raccolta di racconti in cui i microdrammi dei suoi protagonisti diventano parte di un unico macrodramma, di una storia collettiva in cui ognuno può riconoscersi, attraverso un’architettura scrittoria ben orchestrata cara a Strout (l’ha usata anche nel successivo Tutto è possibile).

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Speranza è condividere ancora: riscatto e comprensione in Tutto è possibile di Elizabeth Strout 

Ad Amgash, in Illinois, il tempo scorre lentamente. E’ ciò che accade in tutte le piccole comunità del mondo, dove tutti conoscono tutti e la vita scorre sempre uguale, inesorabile.
Ad Amgash, in Illinois, si può solo e sempre soffrire, schiacciati da quel destino di povertà e miseria che si staglia sulla vita dei suoi abitanti come una condanna senza fine.

Ma è proprio ad Amgash (e in tutte le cittadine provinciali del mondo) che ci si può ancora sorprendere, si può ancora scegliere la vita e urlare “io sono qui e ho il diritto di starci”. Il diritto a una vita che, anche se brutalizzata, può con tutte le sue forze ancora aggrapparsi ad una speranza. E la speranza non è altro che nel conforto. E’ questa la grande lezione di Tutto è Possibile di Elizabeth Strout.